Evoluzione capitale dei sogni
Giovanni Blanco e Francesco Falciani
2012 Bologna galleria b4

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giovanni blanco

giovanni blanco

galapagos, 2011, olio su tela di cotone, 80×110 cm

giovanni blanco

giovanni blanco

senza titolo, 2011, olio su tela di cotone, 30×30 cm

giovanni blanco

Senza titolo, 2011, pastello su carta, 24×34 cm

giovanni blanco

senza titolo, 2010, olio su tela di lino, 80×120 cm
struttura, 2012, tempera su carta.

giovanni blanco

sulla parete di fronte, paesaggio#1-#2, 2011/2012, tempera e stampa offset su cartoncino, 100×70 cm

giovanni blanco

a destra, paesaggio#3, 2011/2012, tempera e stampa offset su cartoncino, 100×70 cm.

 

Evoluzione capitale dei sogni

Costruire un discorso su tre figure iconiche, come sono quella di Darwin, Marx, e di Freud, è un’operazione disperante se si segue un approccio programmatico. Immagini retoriche, scaturite dal loro pensiero sistematico e dagli altrettanto sistematici fraintendimenti che questi hanno subito nel tempo, si affollano alla memoria, invitando ad un atteggiamento di integrale militanza o di dissacrazione. Tuttavia, riconoscendo il valore fondativo di questi tre pensieri e rintracciando la loro presenza nello scheletro del nostro presente, abbiamo avviato una riflessione poetica non sul valore iconico di tali strutture sistematiche, né sulla loro attualizzazione, preferendo invece seguire le indicazioni riguardo la produzione di opere figurative.
Nel tentativo di indicare un percorso che guidi verso una lettura non iconica di immagini affiorate come da un sogno che ha mescolato le parole di Freud, Darwin e Marx, saranno da leggere per prime quelle scaturite dallo stato primigenio di un pensiero che a tratti si definisce a tratti si confonde alla ricerca di una svolta evolutiva, creando, nei suoi detournement, uno spazio poetico in cui le tre figure vengono declinate. Nel secondo gradino si realizza invece la prima “svolta evolutiva” in cui sono rappresentati alcuni luoghi che rimandano ai tre personaggi. Nel terzo gradino di tale evoluzione soggettiva vi sono invece una serie di opere in cui frasi scelte per il loro contenuto evocativo, estrapolate dagli scritti di Marx, Freud e Darwin, senza tuttavia che ne venga dichiarata la paternità, vengono associate, come in un esercizio di scrittura automatica, a fotografie oppure a piani e visioni geometrici dipinti, creando così un cortocircuito di senso ove si realizza una ulteriore possibilità di lettura più fredda e programmatica delle precedenti.
Alla fine, i tre simboli che costituiscono la semplificazione popolare del lascito di questi pensatori costituiscono il risvolto della semplificazione divulgativa di immagini che sono radicate nell’immaginario collettivo che si fa carico anche di istanze ludiche.
Compiendo il percorso all’inverso si ricompone il progetto, dalla semplificazione alla complessità, da ciò che sembra chiaro ed organizzato a ciò che sembra caotico, con il dubbio che probabilmente sia questa la lettura ultima e più profonda.