“Nelle mie ore d’ozio, seduto davanti al calamaio, vado annotando giorno dopo giorno, senza alcun motivo particolare, ogni pensiero che mi passa per la mente, per quanto futile sia: è una cosa, questa, che mi procura una sensazione davvero strana, simile a una lieve ebbrezza.”

Kenkô

 

 

Giovanni Blanco

Piantata dal Novecento, olio e acrilico su tela, cm 30×25, 2017

giovanni blanco

giovanni blanco

Villa Vertua Masolo, Nova milanese

giovanni blanco

Sentinella, omaggio a GDD,tempera su legno 252×187 cm; Sentinella, olio e acrilico su tela di cotone, cm 50×40, 2012-2015

giovanni blanco

L’ambizione del nero”, olio su tela, cm 15×25, 2013

giovanni blanco

A cercare il dono
nella carne il colore
per l’urgenza dei segni
i più vicini al mistero.
Traslata, in quel mare paradosso,
è la ferita del bianco
mai innocente,
eppure deriva e lusso del tacere.
La tavolozza non dimentica
magnetizza il mondo:
la prima via della pittura

giovanni blanco

giovanni blanco

Scicli

giovanni blanco

Rosolini

giovanni blanco

giovanni blanco

giovanni blanco

giovanni blanco

giovanni blanco

giovanni blanco

Doppio orizzonte

giovanni blanco

giovanni balcno

giovanni blanco

Metafora

giovanni blanco

giovanni blanco

Collezione privata, Modena 2010

giovanni blanco

L’ombra amplifica la conoscenza

giovanni blanco

giovanni blanco

Senza titolo, tempera su carta, cm 29,7x21, 2011

Senza titolo, tempera su carta, cm 29,7×21, 2011

giovanni blanco

Teatrino meridiano

giovanni blanco

giovanni blanco

Il lavoro, “Meraviglia delle meraviglie”, mette in moto diversi linguaggi espressivi: la pittura, declinata nei suoi aspetti trasversali (plastico-murale) e un elemento extrapittorico (oggetto-scultura), producendo così un cortocircuito con lo spazio fisico e con quello pluridirezionale dei sensi. Un dialogo ravvicinato, quindi, tra rappresentazione e presentazione, per trovare una terza via, frutto di una progettualità che, per certi aspetti, si aggancia ad alcune esperienze novecentesche. In questo lavoro ho voluto mescolare leggenda e verità, memoria e finzione, ragionando intorno alla figura di Frank Lentini, mio antico compaesano. L’immagine diventa icona straordinaria per parlare della Sicilia (gli evidenti connotati fisici in rapporto al simbolo della Trinacria), dell’estraneità, ma anche per sottolineare una poetica che vede affrontare la trasfigurazione della realtà, riflettendo sugli elementi antropologici, artistici, storici e finanche sentimentali, che danno al linguaggio della pittura una necessità di ricerca-scoperta. È dunque una messa in scena la mia, che tiene conto di una visione estetica che talvolta ama trovare linfa espressiva in storie apparentemente laterali, secondarie, abolendo ogni gerarchia tematica.

Per G.M.C. e mia madre Rosa

Nello studio siciliano gli oggetti si muovono, ghignano, bramano una teoria del tempo.

Nello studio siciliano gli oggetti si muovono, ghignano, bramano una teoria del tempo.

giovanni blanco

Metafora

giovanni blanco

Ritratti di Sara, tecnica mista su carta modellata a cilindro

giovanni blanco

La scrittura dei giorni

Da e per Antonello, tecnica mista su carta, 39x34.5 cm, 2011/13.

Da e per Antonello, tecnica mista su carta, 39×34.5 cm, 2011/13.

giovanni blanco

giovanni blanco

Ad un certo punto io e lui eravamo la stessa cosa

giovanni blanco

La prima sezione

giovanni blanco

Senza titolo, tempera su carta, cm 29,7×21, 2012

giovanni blanco

L’isola del pittore

giovanni blanco

giovanni blanco

Rosolini

giovanni blanco

Trinacria

giovanni blanco

mare nostrum

giovanni blanco

cielo-terra

giovanni blanco

Una gabbia tutta per me, tempera su carta cm 28×19, 2013

giovanni blanco

Sentimento metafisico

giovanni blanco

Un pensiero in piena notte

giovanni blanco

giovanni blanco

Premessa per una nozione dell’altrove

giovanni blanco

miscellanea o dell’impero dei segni che avanza

giovanni blanco

Rosolini

giovanni blanco

Senza titolo (Natura e artificio), olio su tela cm 70×50 cm, 2012

Oportuit haec facere et alia non omittere, olio su tela, cm 30x40, 2008

Oportuit haec facere et alia non omittere, olio su tela, cm 30×40, 2008

giovanni blanco

Nel cortile di via Cavallotti

giovanni blanco

A – B – C – D – E – F – G – H – I – J – K – L – M – N – O – P – Q – R – S – T – U – V – W – X – Y – Z

giovanni blanco

Metafora

giovanni blanco

giovanni blanco

Gli incavi della visione o dell’ulteriorità visionaria (primo osservatorio ideale)

giovanni blanco

La prima vertigine, Vienna 2011

giovanni blanco

Eburneo, il viso di una stagione irripetibile

Pensiero stupendo per Diebenkorn e kelly, “Nei ritagli del tempo”, collage e tempera su carta, 14,5×10, 2013

giovanni blanco

Piccola piazza delle pietre monumentali o della scoperta del luogo, grafite su carta, 4,5x3cm 2013

giovanni blanco

Studio per “La casa dei miei genitori”, tecnica mista su carta, cm 29,7×21, 2013

giovanni blanco

Le direzioni del grigio

giovanni blanco

La scelta del grigio

giovanni blanco

Il primo grigio

giovanni blanco

G B

giovanni blanco

Un fantasma o quel che rimane del padre del pensiero evolutivo

giovanni blanco

L’infanzia corretta

giovanni blanco

Pallido o della luminescenza assoluta

giovanni blanco

Questo volto è la copia fedele di un disegno realizzato da un mio ex studente di prima media, con alle spalle una storia personale fortissima, dolorosa.
Faccio riferimento al 14 febbraio del 2008. Quell’anno ebbi l’occasione di attivare in classe un laboratorio espressivo sul tema del volto e, tra le diverse proposte elaborate dagli studenti, mi colpì questa straordinaria testimonianza. Allora, mi sembrò doveroso poterne eseguire una copia tutta per me, silenziosa, osservata da un’angolazione altra, privilegiata (l’essere stato a quell’età molto più fortunato di lui), come se si trattasse di un esercizio magico. L’intento di “ripercorrere” il suo vissuto, che so tutt’oggi essergli troppo ingombrante, partiva dalla volontà di sublimare il suo dolore, come ad alleggerirgli il gravame esistenziale, che certamente a quell’età non si sceglie di avere. Ho immaginato di ereditare i suoi turbamenti e i suoi vortici sentimentali inseguendo i suoi segni scrupolosamente, millimetro per millimetro, navigando in discontinui e sincopati fraseggi ottenuti dalla sua mano con sicurezza incredibile: una espressività autentica che nell’evoluzione del mio insegnamento non ho più incontrato. Mi sono accostato a lui con rispetto, ricordandomi di quando a undici anni copiavo i grandi maestri del passato, con la stessa deferenza. Qualche mese dopo, ho avuto il piacere di mostrarglielo: mi ricordo i lampi in quegli occhi grandi e la risposta esclamata da quella voce sottile: “Prof, ma lei potrebbe essere il mio fratello gemello!”

San Maria del Focallo

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giovanni blancogiovanni blanco Golfo rosso

giovanni blanco

secondo paesaggio o del sogno blu

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Primo paesaggio o della differenza dell’incavo

giovanni blanco

Stella, come stella

giovanni blanco

Da “Il morir è il morir della morte…”, spazio campo, inchiostri calcografici (monotipi) su carta Rosaspina, cornici in ferro zincato, 28,5×23,5 ciascuna, 2009

giovanni blanco

Rosso e bianco, una leggera diagonale a due facce, cantiere dichiarato dentro il corpo vegetale. Atterrato! Un duetto corsivo, ore inclinate della giornata, foglie e punte acuminate per il salasso meridiano…

 

 

giovanni blanco

Rosolini 1987

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“Il cielo sopra Rosolini” o della buriana agostana, smalti su carta, formato A4, 2012

giovanni blanco

Apotropaica

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Terzo motivo con luce

giovanni blanco

L’ultimo mese dell’anno

giovanni blanco

Super

giovanni blanco

Il mio neo-paesaggio

giovanni blanco

L’orizzonte ha due colori

giovanni blanco

“Rem tene, verba sequentur”

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La bava numinosa

giovanni blanco

Tre distanze

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Prima e dopo Hockney

giovanni blanco

Vincenza, la donna delle stelle

giovanni blanco

Per Vincenzo Cerami

giovanni blanco

Compagno rosso

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Generosa

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Pruriti romagnoli

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Appendice

giovanni blanco

Tre paesaggi per Valentina

giovanni blanco

Quasi sempre sfuggiva la fiamma pittorica della carne; Marsia scuoiato dalla giovane e spudorata meccanica della mano. Inutile e impraticabile. L’ingenuo furore di una smorfia senza costrutto. Era il 2003

giovanni blanco

Piazza degli incunabuli

giovanni blanco

La mia prima vacanza

giovanni blanco

Promesse spose

giovanni blanco

Un tripode leggendario, il denso minerale della fantasia: il simbolo di una precoce utopia ben saldata alle ragioni della Natura, del cuore

giovanni blanco

Io come Frank Lentini, stampa digitale e tempera su carta fotografica, agosto 2011

giovanni blanco

Francesco Lentini

giovanni blanco

Eudora Welty, Mississippi 1930

giovanni blanco

Un’altra versione, monotipo su carta rosaspina, inchiostro calcografico, acquerello, cm 42×59 cm, 2013

giovanni blanco

Per piena virtù di spossesso, 2013, inchiostro calcografico su carta rosaspina, cm 35×50

giovanni blanco

Qualcosa di più vicino per oltrepassare i limiti, o del tradimento del “respiro della strada”

giovanni blanco

“Liberazione”: trucioli di gomma da cancelleria impastati con grafite

giovanni blanco

Giordano Bruno

giovanni blanco

Performance sammeln (performer: Laura Torlone), botticelli antichità, firenze 2012, multiproiezione diapositive; sovrapposizione di fusaggine a parete

giovanni blanco

Sammeln, come una notte di stelle, botticelli antichità, firenze 2012

giovanni blanco

Onda grigia, fiume Blanco

giovanni blanco

Rosa 1956/57

giovanni blanco

Ritratto di mia madre (Una Rosa ogni giorno), fusaggine su carta, 2011

giovanni blanco

Studio di ritratto di mia madre, tecnica mista su carta, 24×22 cm, 2009

giovanni blanco

Senza titolo, 2012-2013, pastello su carta, 24×34 cm

giovanni blanco

Pascolo

giovanni blanco

Firenze

giovanni blanco

Per i 50 anni di C.F., 2013, tempera su carta, 20×18,5 cm

giovanni blanco

Miracolo, è morta!

giovanni blanco

Senza titolo, 2011-12, inchiostri calcografici e tempera su carta rosaspina

 

Ricordando Derrida: “Le immagini hanno sempre l’ultima parola.”